Torniamo carichi a pallettoni dopo il secondo raduno nazionale: un weekend di “follia allo stato brado” in un casolare sperduto sull’Appennino. Quaranta uomini che si sono messi in gioco tra lavoro fisico, preghiera e condivisione vera, riscoprendo cosa significa essere fratelli sul campo.
Inutile girarci intorno: se metti in gioco il piatto di pasta, ti porti a casa il piatto di pasta, ma se tiri fuori le ferite e le paure, allora si fa sul serio. Abbiamo vissuto un livello di profondità impressionante, dove la vulnerabilità di uno è diventata lo specchio e la forza di tutti, trasformando in poche ore un gruppo di perfetti sconosciuti in una schiera di fratelli pronti a combattere.
Sentirsi schierati uno accanto all’altro, ognuno con le proprie battaglie ma tutti puntati nella stessa direzione, ci ha ricordato che non siamo soli a vivere questa grande guerra. È in questi momenti che la fede smette di essere teoria e diventa quella spinta che ti fa tornare a casa pienamente centrato e fortificato.
La missione è continuata tra le lande desolate della Germania per recuperare i nuovi furgoni, in un sequel al limite dell’assurdo. Tra burocrazia folle, venditori arroganti e Uber provvidenziali, abbiamo capito sulla nostra pelle che la Provvidenza non ti evita i problemi, ma ti offre l’appiglio giusto proprio quando la parete sembra liscia e non sai più dove sbattere la testa.
Buon ascolto, uomini!