Abbiamo parlato tante volte di lavoro e di burnout; in questo episodio ci siamo chiesti come si fa a entrare realmente nel riposo. Riposarsi davvero è un’arte, e l’estate, con il suo cambio di ritmi, ce ne dà l’occasione.
La mentalità dell’efficienza riempie ogni tempo morto: ottimizzi anche la pausa, e ti fermi quando sei crollato. Così emergono i falsi riposi — lo scroll, le serie tv, i “piccoli premi” che ti concedi dopo esserti fatto in quattro — che invece di ricaricarti ti demoliscono e ti lasciano più stanco di prima.
Il primo passo è ascoltarsi: darsi il permesso di prendere tempo per sé, oltre la paura del giudizio e le frasi autosabotanti (“quando finirò questo progetto…”). Quello spazio va difeso e vissuto fine a se stesso, senza agganciarlo a una qualche produttività : a volte per entrarci c’è una vera battaglia da combattere, con te stesso e con gli altri.
Le uscite di energia — lavoro e famiglia — sono fisse, mentre i canali di entrata (sport, amicizie maschili, hobby, spiritualità ) sono i primi che saltano. Vanno presi come appuntamenti di lavoro, compreso una routine di sonno regolare e un giorno di stacco settimanale: il riposo è rebuilding, e più ti ricarichi più sei in grado di donarti in maniera libera e presente.
La sfida: fissa i momenti di ricarica come scogli in mezzo al mare e lascia che la vita ci giri intorno: è quello che proviamo a vivere anche nei gruppi realmen, tra piano di battaglia e uscita mensile.
Buon ascolto!