Con l’intelligenza artificiale capace di generare in pochi secondi contenuti realistici, la domanda non è più se useremo l’IA, ma cosa, alla fine, ci rimarrà di reale? Ne parliamo partendo da un weekend in montagna, dove quella domanda ce la siamo fatta sul serio, camminando.
La mia previsione è che a breve il 99% dei contenuti saranno creati artificialmente: articoli, foto, video, e tanti lavori, come è già successo con la prima industrializzazione, verranno sostituiti dalle macchine. Ma camminando nel bosco al tramonto, guardando i figli che ridono, ho capito ciò che di vero e reale mi rimarrà sempre nella vita. Oggi, abbiamo il privilegio di porci queste domande e di cercare le risposte che ci portano alla Verità più profonda.
Vediamo una polarizzazione tra chi resta chiuso nel consumo, nello scroll di contenuti, e chi nutre il desiderio del reale: il respiro dell’alba, il contatto con gli animali, l’odore della terra. Questo non vuol dire scappare sulle montagne e chiudersi in una vita eremitica. Significa usare la tecnologia con intenzionalità , non evitarla per principio, acquisendo consapevolezza e competenze in prima persona invece di accontentarsi dello slop medio generato da una IA. E soprattutto educarsi a vivere lunghi momenti di realtà non artificiale.
Ne parliamo con tutte le contraddizioni e i compromessi che questa scelta porta con sé.
Buon ascolto!